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“I termini pittura e scultura,” scrive Eccher nel testo critico in catalogo “ammesso che abbia alcun senso
utilizzarli, sono stati attaccati e corrosi soprattutto in epoca moderna e contemporanea. Eppure, proprio in questo
collasso identificativo si sono registrati alcuni degli episodi più sorprendenti delle ricerche attuali, proprio in
questo vapore dissolutorio si sono manifestate invenzioni linguistiche dagli esiti interessanti. Fra queste indagini
si colloca anche la commovente poetica di Oliviero Rainaldi: commovente per quella sua incosciente
spregiudicatezza linguistica che lo porta a correre lungo i bordi, a danzare sul baratro; commovente per quel profondo valore spirituale che gli consente di affrontare narrazioni impossibili. Da un punto di vista formale,l’opera di Oliviero Rainaldi si colloca incredibilmente in bilico fra pittura e scultura, fra figurazione e astrazione,
fra la puntigliosità della ricerca e l’indeterminatezza dell’emozione.”
Dopo trent’anni d’intensa carriera espositiva in Italia e all’estero, di commissioni artistiche pubbliche, ecclesiastiche e private - la prima mostra di Oliviero Rainaldi è del 1976 a Venezia – la Soprintendenza Speciale del Polo Museale dedica un’importante personale al Maestro Rainaldi presentando circa 60 opere: oltre a
sculture in diverse materie quali il bronzo, il gesso, il marmo e la cera anche dipinti e disegni.
Si potranno vedere, insieme a vari lavori degli ultimi vent’anni (1986-2006), opere di grandi dimensioni del tutto inedite in cemento, vetro e marmo che sono state pensate appositamente per l'occasione.
Oltre 60 opere realizzate dal 1986 ad oggi comprensive di disegni, quadri e sculture in cera, gesso, bronzo e marmo.
Inoltre, alcune opere inedite di grandi dimensioni realizzate appositamente per l'evento: un lavoro in gesso di 4 metri di altezza e 8 metri di lunghezza; un lavoro in gesso di 297 x 297 x 40 cm, una maiolica di 240 x 320 cm; un lavoro composto da 5 pannelli che supera i 7 metri (220x743 cm); un lavoro in marmo di 280 x 240 cm; un tondo in gesso di 240 cm di diametro; un bronzo di 90 x 263 x 110; due lavori in vetro, uno di 260 x 150 cm; e uno di 247 x 103 x 18 cm.
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